FULVIO GIULIANI

  • Speaker radiofonico

BIOGRAFIA

Fulvio Giuliani, giornalista, speaker radiofonico, nonché conduttore di “Non Stop News” e “L’indignato Speciale” su radio RTL 102.5. Cura anche progetti speciali quali dirette radio tv in esterna e radiocronache sportive. È editorialista per diverse testate tra cui Il Dubbio e Formiche.net e ospite televisivo come opinionista in particolare su tematiche sportive. È anche presentatore e moderatore di eventi (per società private e istituzioni) e speaker convegni e manifestazioni. Cura sui suoi canali social una rubrica video giornaliera “60 seconds” di approfondimento di notizie.

TALK

Nel suo talk ci parlerà di come al giorno d’oggi ci troviamo nell’era delle paure. Paura del nuovo, del diverso, dell’inaspettato. Frutto insospettabile, proprio nel momento storico che riserva a tutti noi opportunità mai viste. Con il mondo a portata di clic, con la comunicazione universale in tasca, avremmo dovuto dimenticare barriere e confini. Invece…  Faremo un viaggio fra paure irrazionali, mondi al rovescio e nostalgie. Per smontarli e ricordarci che l’unico futuro possibile non può fare a meno della speranza, di un sorriso e… della realtà.

FULVIO GIULIANI

  • Speaker radiofonico
BIOGRAFIA

Fulvio Giuliani, giornalista, speaker radiofonico, nonché conduttore di “Non Stop News” e “L’indignato Speciale” su radio RTL 102.5. Cura anche progetti speciali quali dirette radio tv in esterna e radiocronache sportive. È editorialista per diverse testate tra cui Il Dubbio e Formiche.net e ospite televisivo come opinionista in particolare su tematiche sportive. È anche presentatore e moderatore di eventi (per società private e istituzioni) e speaker convegni e manifestazioni. Cura sui suoi canali social una rubrica video giornaliera “60 seconds” di approfondimento di notizie.

TALK

Nel suo talk ci parlerà di come al giorno d’oggi ci troviamo nell’era delle paure. Paura del nuovo, del diverso, dell’inaspettato. Frutto insospettabile, proprio nel momento storico che riserva a tutti noi opportunità mai viste. Con il mondo a portata di clic, con la comunicazione universale in tasca, avremmo dovuto dimenticare barriere e confini. Invece…  Faremo un viaggio fra paure irrazionali, mondi al rovescio e nostalgie. Per smontarli e ricordarci che l’unico futuro possibile non può fare a meno della speranza, di un sorriso e… della realtà.

LAURA TRALDI

  • Giornalista

BIOGRAFIA

Laura Traldi è giornalista professionista. Ha lavorato per 9 anni a Repubblica, occupandosi di design, architettura e attualità per l’allegato del sabato D, dopo aver scritto per anni come freelance per riviste di settore italiane ed estere. E’ stata nelle giurie di premi prestigiosi tra cui il Compasso d’Oro. Nel 2011 ha fondato www.designatlarge.it, un sito collaborativo che promuove la cultura del progetto. E’ stata anche responsabile globale della comunicazione per Philips Design ad Eindhoven (NL) dal 1997 al 2002. Insegna Design per l’Economia Circolare alla Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano. Nel 2020, insieme a Paolo Casicci, ha co-fondato The Design Cut, un’agenzia creativa che offre servizi di Content Curation.

TALK

I designer sono spesso in prima linea quando si parla di sostenibilità. Però è innegabile che il design abbia svolto e svolga tutt’ora un ruolo chiave nella promozione dei consumi. Anche quando non si limita a identificarsi con lo “styling” e propone approcci intenzionalmente lodevoli (prodotti “ecologici”, riciclabili, che usano materiali di scarto) il design – inteso in senso tradizionale – non riesce comunque a smarcarsi da un contesto economico in cui il valore si costruisce sul produrre di più. Quello di cui il mondo ha bisogno è invece un’economia circolare: un sistema che crea valore senza estrarre nuove materie prime né creare scarti. Il design è la disciplina meglio posizionata per supportare imprese e istituzioni in questo cambiamento epocale: ma per farlo deve creare una conoscenza diffusa delle potenzialità che la disciplina offre, ben oltre forma e funzione.

LAURA TRALDI

  • Giornalista

BIOGRAFIA

Laura Traldi è giornalista professionista. Ha lavorato per 9 anni a Repubblica, occupandosi di design, architettura e attualità per l’allegato del sabato D, dopo aver scritto per anni come freelance per riviste di settore italiane ed estere. E’ stata nelle giurie di premi prestigiosi tra cui il Compasso d’Oro. Nel 2011 ha fondato www.designatlarge.it, un sito collaborativo che promuove la cultura del progetto. E’ stata anche responsabile globale della comunicazione per Philips Design ad Eindhoven (NL) dal 1997 al 2002. Insegna Design per l’Economia Circolare alla Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano. Nel 2020, insieme a Paolo Casicci, ha co-fondato The Design Cut, un’agenzia creativa che offre servizi di Content Curation.

TALK

I designer sono spesso in prima linea quando si parla di sostenibilità. Però è innegabile che il design abbia svolto e svolga tutt’ora un ruolo chiave nella promozione dei consumi. Anche quando non si limita a identificarsi con lo “styling” e propone approcci intenzionalmente lodevoli (prodotti “ecologici”, riciclabili, che usano materiali di scarto) il design – inteso in senso tradizionale – non riesce comunque a smarcarsi da un contesto economico in cui il valore si costruisce sul produrre di più. Quello di cui il mondo ha bisogno è invece un’economia circolare: un sistema che crea valore senza estrarre nuove materie prime né creare scarti. Il design è la disciplina meglio posizionata per supportare imprese e istituzioni in questo cambiamento epocale: ma per farlo deve creare una conoscenza diffusa delle potenzialità che la disciplina offre, ben oltre forma e funzione.

GUIDO BARBUJANI

  • Genetista

BIOGRAFIA

Guido Barbujani (1955) ha lavorato alla State University of New York, a Londra, Padova e Bologna, e attualmente insegna Genetica all’Università di Ferrara. Collabora al Sole – 24 ore. I suoi ultimi libri sono Il giro del mondo in sei milioni di anni (con Andrea Brunelli, Il Mulino, 2018) e Sillabario di genetica per principianti (Bompiani 2019).

TALK

Insieme all’analisi dei fossili e dei reperti archeologici, lo studio del DNA ci permette di ricostruire con precisione stupefacente la storia delle popolazioni umane. Oggi sappiamo che sia nell’Europa, dalla preistoria a oggi, sia nell’impero romano, si sono sovrapposte varie ondate migratorie, portando a profondi cambiamenti nella composizione demografica, nella cultura, nei geni della gente; e anche nel colore della pelle, degli occhi e dei capelli.

RENZO MARRAZZO

  • Chief Technical Officer

BIOGRAFIA

Renzo Marrazzo è dal 2013 CTO in 22HBG, realtà imprenditoriale ferrarese che si occupa della ricerca e sviluppo in ambito informatico per i maggiori network italiani e internazionali. La passione per l’informatica nasce durante gli studi all’Università di Ferrara e all’interno del contesto di 22HBG ha trovato terreno fertile progettando e realizzando oltre 300 App.    Nel suo storico si annoverano collaborazioni con Amazon Alexa, Sky, Mediaset e 20th Century Fox.   Nel 2019 ha vinto il campionato italiano di sbandieratori in Italia con la contrada San Luca di Ferrara e insegna e alle nuove generazioni tecniche di sbandieramento.

TALK

Renzo ci parlerà delle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale, il passato presente e futuro della tecnologia. Sarà un talk interattivo in compagnia di uno Smart Speaker; intelligenza artificiale sempre più presente nelle nostre vite, risolvendo problemi e semplificando le nostre giornate. Gli Smart Speaker non solo aiutano gli abili ma affiancano i disabili o persone con problemi motori, dandogli la possibilità di risolvere problemi e mansioni con il solo uso della voce. Il compromesso è di dare la possibilità, a queste intelligenze artificiali, di entrare nella nostra vita privata. Lo vogliamo veramente?

MARCO SCOPONI

  • Ingegnere Ambientale

BIOGRAFIA

Marco Scoponi è uno dei fondatori di APM, società creata nel 2007 da ricercatori del CNR e dell’Università di Ferrara. È senior scientist del CNR ed è stato docente dei corsi di chimica dei materiali polimerici nella laurea magistrale sia di Chimica che di Tecnologie di Lavorazione dei Materiali Polimerici nella laurea magistrale di Ingegneria Meccanica all’Università di Ferrara. Oggi in APM è responsabile tecnico scientifico per la gestione di attività R&D e di progetti nazionali del ministero sviluppo economico (MiSe), europei e regionali.

TALK

La nuova direttiva europea 904/2019 del 5 giugno us, ha introdotto importanti novità sulle plastiche monouso. Infatti, con la CE 904/2019 dal 2021 saranno vietati i prodotti di plastica monouso per i quali esistono già oggi possibili alternative. Questo scenario porta ad una maggiore valorizzazione delle bioplastiche per uno sviluppo basato sull’economia circolare. Infatti, la bioplastica può utilizzare la filiera già presente dei rifiuti organici per essere trasformata a fine vita in compost nelle condizioni fissate dalla normativa EN ISO 13432. Pertanto, le applicazioni sull’uso di imballaggi a breve tempo di vita con bioplastiche, come quelli utilizzati per cibi, prodotti ittici e ortofrutta saranno sempre più sviluppate in sostituzione delle plastiche convenzionali, perché hanno un impatto ambientale pressoché nullo. Le maggiori difficoltà nella sostituzione delle commodities con bioplastiche sono i costi e la scarsa disponibilità di gradi commerciali di bioplastiche in grado di essere lavorate con le tecnologie attuali. Le politiche regionali, nazionali e europee nel prossimo triennio possono avere un ruolo molto importante nell’attuazione della direttiva europea 904/2019 nel favorire le applicazioni per imballaggi, per le attività di pesca e per realizzare un mercato più ampio di bioplastiche a basso costo.

CARLOTTA GIORGI

  • Ricercatrice

BIOGRAFIA

Carlotta Giorgi è Professore Associato di Patologia Generale presso l’Università di Ferrara. Dopo essersi laureata nel 2002 presso l’Università di Bologna si è occupata dello sviluppo di nuovi biosensori cellulari e ha co-fondato la spin-off biotecnologica Aequotech. Nel gennaio 2006 inizia un programma di dottorato internazionale di ricerca in Medicina Molecolare presso l’Università Vita-Salute e Istituto Scientifico San Raffaele, e, successivamente, i suoi studi in campo oncologico. Nel 2011 riceve il premio “Nicolò Copernico” per le Scienze Biomediche e nel 2017 il prestigioso riconoscimento “Antonio Feltrinelli” promosso dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Sempre nel 2017 risulta vincitrice della UICC (Union for International Cancer Control)-YY cancer study award e nel 2019 le vengono conferiti il Premio Bernagozzi per la Scienza e la targa Carlo Urbani per la Medicina. Oggi coordina un suo gruppo di ricerca e in collaborazione con vari gruppi di Eccellenza di Unife e dell’Ospedale di Cona sta sviluppando nuove terapie sperimentali. Nel 2019, insieme ad altri colleghi, fonda A-ROSE: Associazione di Ricerca Oncologica Sperimentale Estense.

TALK

La ricerca è un meccanismo complesso che parte da un’idea, che si sviluppa mediante un’accurata progettazione, che viene valutata da esperti internazionali del settore, prosegue con la fase sperimentale fino alla divulgazione finale dei risultati. Tutto questo processo prevede inoltre la formazione di personale e la ricerca di finanziamenti per poter attuare le ricerche. Ma cosa significa fare ricerca? Per fare ricerca è necessario comporre, mettere insieme spazi, un team, strumentazioni e materiali per la ricerca. Tutto questo ha un costo, ed è il ricercatore stesso che deve cercarsi i soldi per fare ricerca. Fare ricerca significa anche costruire nuove conoscenze con lo scopo di generare innovazione. Lavoro con il mio team da anni su nuovi approcci terapeutici e in laboratorio funzionano. Non voglio dare false speranze, mi sento di dire che i primi passi sono andati nella direzione giusta, ora dobbiamo trovare il modo di spostare questi approcci innovativi sulle persone con nuove prospettive di cura. Oggi non mi basta più testare le mie teorie scientifiche e fare nuove scoperte, sono spinta dal desiderio di vederle realizzate, concretizzate. Per questo, insieme ad altri colleghi ho deciso di intraprendere il progetto di A-ROSE per cercare di dare una svolta, un cambiamento alla mia ricerca ferrarese trasformandola in ricerca “traslazionale” per poter traslare, quindi trasferire nella pratica clinica ciò che di nuovo scopro in laboratorio. A-ROSE, acronimo per Associazione per la Ricerca Oncologica sul territorio Estense nasce come un nuovo modo di pensare la ricerca, non più solo di base per l’acquisizione di conoscenze ma bensì applicata, orientata ad offrire nuove soluzioni per i nostri pazienti oncologici. L’ idea è quella appunto di trasferire le nostre scoperte di base (generate nei nostri laboratori dell’Università di Ferrara) sul nostro territorio ferrarese, per dare nuove possibilità di cura ai nostri pazienti. Sfruttando il fatto di essere accademici con la fortuna di avere un ospedale universitario nella nostra città vogliamo integrare la ricerca e la pratica clinica per colmare quel divario che oggi è presente tra questi due mondi e che impedisce un buon utilizzo delle nuove conoscenze scientifiche per i pazienti. Avendo identificato nelle mie ricerche meccanismi alterati all’interno delle cellule tumorali e avendo validato in laboratorio nuove strategie per ripristinare tali meccanismi, la mia idea è quella di mettere a disposizione dei nostri pazienti tali conoscenze. Individuando per ogni singolo paziente, il meccanismo alterato potrei migliorare il loro approccio terapeutico, ovviando a cure non efficaci e migliorando la qualità della vita. Io sono qui in prima linea per divulgare le mie conoscenze, ma è fondamentale che l’intera comunità ferrarese, sia la società civile che l’imprenditoria, abbracci questo progetto. Solo con l’aiuto di tutti possiamo creare qualcosa di grande a Ferrara per Ferrara.